venerdì 19 Aprile 2024
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Con un cuore nella pietra, Santiago de Cuba protegge Fidel Castro

A cinque anni dalla scomparsa fisica di Fidel Castro, Cuba ricorda questo 25 novembre i giorni di commozione e di sentimenti vissuti quel venerdì sera in cui si è diffusa la sfortunata notizia.

Senza essere un’intenzione premeditata, quei giorni, dal 26 novembre fino a domenica 4 dicembre, in cui le sue ceneri furono sepolte nel monolite del cimitero patrimoniale di Santa Ifigenia, diventarono una vera crociata d’amore e di patriottismo.

Dalla partenza della carovana funebre da L’Avana, ogni angolo evocava il passaggio del corteo e le lacrime che sono scese sui volti di milioni di cubani, nonché le tappe effettuate nelle principali città di tutta la geografia nazionale.

In questa città, così intimamente legata al leader fin dall’infanzia, l’attesa è stata tra il contenimento e l’attesa sensibile, consapevole dell’enorme responsabilità di custodirlo per sempre e di rappresentare, d’ora in poi, i cubani nei loro tributi.

Una frase appena pronunciata da un eminente professore universitario fece notare che non si dovrebbe parlare di tomba, ma di altare riferendosi alla pietra che custodisce le sue spoglie nella necropoli di Santiago.

Questo 25 novembre, il variegato colore dei fiori inonda con più forza il modesto monumento eretto alla sua memoria, con il materiale estratto dal più profondo e tellurico di questo angolo di Cuba.

Il passaggio di persone, che si mantiene regolarmente durante tutto l’anno e include turisti stranieri, dipinge un bel quadro della diversità di età, pigmenti della pelle, mestieri e categorie sociali della popolazione cubana.

È difficile, in questa occasione, quando si scrive, scegliere parole per evitare quelle che, implacabilmente e freddamente, alludono alla morte, così come associare a un addio definitivo quel viaggio infinito attraverso la strada della Patria.

Marta Cabrales Arias, giornalista di Prensa Latina

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