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La Corte Suprema britannica blocca l’appellazione di Assange contro l’estradizione negli Stati Uniti

Londra, 14 mar (Prensa Latina) La Corte Suprema britannica ha rifiutato di elaborare il ricorso presentato da Julian Assange contro una precedente sentenza a favore della sua estradizione negli Stati Uniti, hanno annunciato oggi gli avvocati del fondatore di WikiLeaks.

Secondo la difesa del giornalista australiano, la più alta istanza giudiziaria del Regno Unito ha giustificato il suo rifiuto di accogliere la causa con l’argomento che la richiesta è priva di un fondamento giuridico giustificabile.

La Corte Suprema ha invece affidato la sorte di Assange alla ministra dell’Interno Priti Patel, che prenderà la decisione su basi legali, anche se non è escluso un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Gli Stati Uniti perseguitano il cyberattivista per aver denunciato su WikiLeaks i crimini di guerra commessi dall’esercito statunitense in Iraq ed in Afghanistan e pubblicare migliaia di e-mail diplomatici segreti di quel paese.

Se estradato, il giornalista potrebbe essere condannato a 175 anni di reclusione, sulla base delle 17 accuse di spionaggio a suo carico.

Lo scorso dicembre, il Tribunale Supremo di Londra ha accolto un ricorso presentato dai pubblici ministeri statunitensi contro una decisione di un tribunale di grado inferiore che impediva l’estradizione di Assange negli Stati Uniti per paura che si suicidasse in prigione.

Ig/nm

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