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Proteste nel Golan siriano contro il piano eolico israeliano

Damasco, 5 mag (Prensa Latina) I residenti del Golan siriano occupato da Israele dal giugno 1967, hanno ribadito il loro rifiuto dei progetti per la costruzione di decine di turbine eoliche sui loro terreni agricoli.

Riaffermiamo la nostra determinazione a continuare la lotta contro l’occupante fino a quando il suo piano di confiscare i nostri campi agricoli attraverso la costruzione di turbine eoliche non sarà impedito, hanno affermato gli abitanti del Golan, durante un atto organizzato nel complesso religioso druso di Abi Zeer al-Ghifari.

Hanno denunciato che le autorità di Tel Aviv persistono con tutti i mezzi per attuare il suddetto piano ed il loro obiettivo principale è quello di usurpare ancora più terra.

Tutti i mezzi pacifici per fermare il piano sono stati esauriti e siamo costretti ad affrontarlo e impedirne l’attuazione con azioni sul campo.

Israele intende con questo piano sequestrare più di 600 ettari per costruire 46 turbine eoliche, fatto che, secondo i siriani, costituisce una violazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza n. 497 del 1981, che conferma che tutte le misure prese dall’occupante nel Golan non hanno nessun effetto giuridico.

Il ministero degli Esteri siriano ha assicurato che le politiche molto aggressive di Israele non saranno in grado di cambiare l’eterna verità che il Golan era e rimarrà arabo e siriano, e che inevitabilmente tornerà alla patria.

Israele ha occupato il Golan dopo la cosiddetta Guerra dei Sei Giorni nel 1967 ed ha incorporato questo territorio nel suo sistema legale nel 1981, fatto che è stato respinto dalla comunità internazionale.

La precedente amministrazione statunitense ha riconosciuto la sovranità israeliana su questa regione nel 2018, in una chiara e flagrante violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Ig/fm

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