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Miguel Diaz-Canel ha denunciato la campagna per provocare disordini sociali a Cuba

L'Avana, 16 mag (Prensa Latina) Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha denunciato oggi le azioni promosse dal governo degli Stati Uniti per provocare disordini sociali nell'isola.

 

Intervenendo alle conclusioni della quinta sessione straordinaria dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare (Parlamento), il presidente ha sottolineato che dall’ambasciata di Washington a L’Avana si stanno realizzando campagne di disinformazione su piattaforme tecnologiche per provocare una contro-rivoluzione.

 

Ha denunciato che la Maggiore delle Antille è accusata di perseguire e incarcerare bambini ed ha ribadito che a Cuba i minori di 16 anni non sono incarcerati e coloro che sono processati hanno garanzie costituzionali del paese.

 

L’anche primo segretario del Partito Comunista di Cuba ha avvertito che coloro che cercano di danneggiare la sovranità, l’indipendenza e l’ordine interno del paese devono affrontare la legalità di uno stato di diritto socialista che ha il diritto di esistere.

 

Díaz-Canel ha denunciato che gli Stati Uniti stanno ricorrendo a vecchie tattiche con tecniche moderne per creare un clima di insicurezza cittadina e provocare un’esplosione sociale, che è stata molto evidente nella campagna per smobilitare la celebrazione del 1° maggio.

 

Il presidente ha sottolineato che quel giorno c’è stata una risposta travolgente e di massa da parte della gente, che ha lasciato bellissime testimonianze visive di un paese che ha dovuto affrontare due anni di pandemia della COVID-19 ed un inasprito bloqueo degli Stati Uniti con resistenza creativa.

 

L’ultima sessione parlamentare svoltasi oggi, con la partecipazione del leader della Rivoluzione Raúl Castro, ha chiuso un altro ciclo di progressi nel rispetto del calendario legislativo iniziato dopo l’entrata in vigore della Costituzione nel 2019, dopo un referendum nazionale.

 

Il presidente dell’ente legislativo, Esteban Lazo, ha annunciato che nella prossima sessione del parlamento, a luglio, i deputati analizzeranno la bozza del Codice della Famiglia con le integrazioni e le osservazioni del popolo, che sarà infine sottoposta a referendum popolare su un data da definire.

 

Ig/jfs

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