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López Obrador rivela una falsa messa in scena in Messico contro i medici cubani

Città del Messico, 25 mag (Prensa Latina) Il presidente Andrés Manuel López Obrador ha negato oggi un montaggio della stampa di destra sui medici cubani nell'ambito di una campagna contro le decisioni del governo in materia di salute.

 

L’accusa è stata avanzata nella sezione “Quién es quién en la mentira”, diretta dalla giornalista Ana Elizabeth García Vilchis, contro la quale anche i grandi media dirigono i loro attacchi.

 

Ha denunciato le critiche, le squalifiche, il razzismo e la xenofobia contro i medici cubani ed ha chiarito che è solo questo gruppo fascista, perché i messicani capiscono e sanno che altri paesi li hanno riconosciuti come in Italia o ad Andorra per la loro qualità professionale e umana.

 

García Vilchis, dal canto suo, ha fornito i dettagli del fotoreportage: un presunto ospedale in Messico dove compaiono medici “messicani” contro i cubani che, in realtà, è una manifestazione in Ecuador dove i medici hanno chiesto alle persone durante la pandemia della COVID-19 “Non uscite, restate a casa!”.

 

Il presidente ha affermato che l’opposizione politica messicana e alcuni gruppi privati sono contrari alle cure mediche ed ai medicinali gratuiti e alla decisione di coprire parte del deficit degli specialisti assumendo stranieri.

 

Ha denunciato che questi mezzi, come il quotidiano La Reforma -il più radicale dell’estrema destra-, la rivista Impacto e altri con grandi ricavi pubblicitari, non scrivono una sola riga a favore del governo e sono i principali in diffondere notizie false.

 

Ha definito queste campagne diffamatorie una “guerra sporca” contro il suo esecutivo.

 

Ha citato giornalisti diventati milionari con la menzogna, come Luis Loret de Mola e Jorge Ramos, che riescono a ottenere fino a 20 milioni di pesos al mese (un milione di dollari), con cui hanno costruito grandi proprietà immobiliari in Messico e negli Stati Uniti.

 

Ha detto che alcuni di questi media sono come il Vertice delle Americhe, dove invitano rappresentanti che non si sa nemmeno da quale continente provengano. È importante che gli articoli non siano “imperializzati” o che le informazioni non siano manipolate, ha esortato.

 

Ig/lma

 

 

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