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La giustizia britannica favorisce Guaidó nel contenzioso per l’oro venezuelano

Londra, 29 lug (Prensa Latina) L'Alta Corte di Londra si è pronunciata oggi a favore dell'autoproclamato presidente del Venezuela Juan Guaidó nella disputa sulle riserve auree del paese sudamericano depositate presso la Banca d'Inghilterra.

Il giudice Sara Cockerill, che ha presieduto l’ultima udienza svoltasi la scorsa settimana presso il Tribunale Commerciale, ha affermato che questa istanza non riconosce la sentenza emessa dalla Corte Suprema di Giustizia del Venezuela (CSG), che ha annullato la nomina da parte dell’opponente di un consiglio per amministrare la Banca Centrale del Venezuela (BCV).

“Ho deciso che ha vinto il consiglio di Guaidó: le decisioni del CSG non possono essere riconosciute dalla giustizia britannica”, ha annunciato la magistrata in un verdetto di 64 pagine.

In una dichiarazione inviata a Prensa Latina, lo studio legale londinese che rappresenta il consiglio di amministrazione della BCV nominato dal presidente costituzionale del Venezuela, Nicolás Maduro, si è rammaricato per la decisione di Cockerill ed ha annunciato che presenterà ricorso contro il verdetto.

Questa è una decisione sfortunata basata su una questione molto ristretta di riconoscimento delle sentenze straniere, ha affermato il socio principale Sarosh Zaiwalla.

Secondo l’avvocato, si tratta di un caso senza precedenti, dato che la Corte Suprema venezuelana, sulla base della propria costituzione, ha dichiarato illegali le azioni di Guaidó.

Zaiwalla ha confermato che il consiglio nominato da Maduro continuerà a portare avanti il caso in tribunale per garantire, ha affermato, che i beni sovrani del Venezuela siano preservati a beneficio della popolazione della nazione sudamericana.

La battaglia legale per le riserve auree del valore di quasi 2 miliardi di dollari è iniziata nel 2020, dopo che la Banca d’Inghilterra ha rifiutato di consegnare i lingotti al consiglio di BCV nominato da Maduro.

Secondo le autorità bancarie britanniche dell’epoca, c’era una richiesta simile emessa dal consiglio nominato da Guaidó, quindi il caso è andato ai tribunali britannici.

Lo scorso dicembre la Corte Suprema britannica ha stabilito che il riconoscimento dell’avversario venezuelano come presidente del Venezuela è “chiaro ed inequivocabile”, ma ha lasciato alla giurisdizione commerciale la decisione se tenere conto di una sentenza del CSG venezuelana che ha annullato l’autorità del consiglio nominato da Guaidó.

Ig/nm

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