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La giustizia prende decisioni avverse ai fratelli Fujimori in Perù

Lima, 29 sett (Prensa Latina) Il sistema giudiziario peruviano ha ratificato due decisioni avverse alla leader neoliberista Keiko Fujimori, perseguita per riciclaggio di denaro, ed al fratello Kenji, accusato di corruzione e traffico di influenza, hanno confermato oggi fonti giudiziarie. 

 

Il giudice Víctor Zúñiga ha respinto la richiesta del capo del partito Fuerza Popular e di 42 coimputati, di sporgere denuncia contro il pubblico ministero José Pérez, che chiede per lei 30 anni e 10 mesi di reclusione.

Quasi contemporaneamente, il pubblico ministero Alcides Chincha ha ratificato la sua richiesta di una condanna a 12 anni di reclusione per l’ex deputato Kenji Fujimori, per aver offerto vantaggi ai parlamentari dell’opposizione in cambio dell’astensione dal voto per il posto vacante (rimozione), nel 2018, dell’allora presidente Pedro Pablo Kucvzynski.

La decisione del giudice Zúñiga ha fatto fallire i tentativi degli imputati di archiviare il caso prima dell’inizio delle udienze pubbliche nel processo di Keiko Fujimori.

La difesa della tre volte fracassata candidata alla presidenza ha impugnato la sentenza davanti una Corte d’Appello Penale Superiore affinché prima delle udienze possa decidere se i contributi irregolari o clandestini dei fondi elettorali costituiscano di per sé riciclaggio di denaro.

Gli avvocati sostengono che i contributi nascosti dei milionari di società locali ed estere, tra le altre, non provengono da attività illecite, quindi non c’è riciclaggio di denaro.

Il denaro non è stato dichiarato al corpo elettorale e un’altra accusa contro Fujimori e i suoi complici è quella di ostruzione alla giustizia, poiché hanno cercato di dissimulare i fondi disperdendoli come se fossero tanti falsi contributi cittadini di importo inferiore.

Ig/mrs

 

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