martedì 16 Aprile 2024
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Sfide di genere nel settore privato a Cuba

Una delle sfide a Cuba per il settore privato è legata alle questioni di genere ed ai giovani, una sfida che ha portato al coordinamento del primo progetto incentrato su questi gruppi.

 

In dichiarazioni a Prensa Latina, lo specialista della Direzione degli attori economici del ministero dell’Economia e della Pianificazione (MEP), Daniel Torralba, ha spiegato che questa iniziativa è rivolta alle micro, piccole e medie imprese che già esistono ed alle future.

C’è un divario di genere significativo tra i nuovi attori economici, ha sottolineato l’esperto, a differenza di quanto accade in ambito statale, nel settore privato e cooperativo lo stesso non accade con la forza lavoro, né con chi ricopre ruoli dirigenziali o tecnici.

La scarsa partecipazione delle donne a forme di gestione non statali ha diverse cause, ha affermato, tra cui la questione culturale legata alla visione degli uomini come imprenditori e padroni, e non deve necessariamente essere così.

È una situazione che in parte inibisce le donne, però molte sono amministratrici, commercialiste, economiche, altre sono titolari di una propria attività.

Un’altra questione che va oltre il sociale o lo psicologico, sono i ruoli delle badanti che le donne svolgono, sia per i bambini, gli anziani o la casa, ha aggiunto Torralba.

Ma poiché esistono politiche pubbliche per responsabilizzare le donne nel settore statale e affinché possano occupare posizioni di responsabilità, è necessario avanzare, in questo senso, nel settore privato e cooperativo, ha riflettuto.

Oggi meno del 25% delle piccole e medie imprese a Cuba sono guidate da donne, una questione da analizzare soprattutto in un paese con elevati standard di identità di genere e per tutte le politiche pubbliche attuate da decenni.

È il modo in cui lo stato regola e dà potere a queste donne che oggi si stanno allontanando dalle nuove alternative che esistono nell’economia del paese, ha affermato l’esperto. 

Da tale esigenza è nato questo progetto sviluppato congiuntamente con la collaborazione del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) ed il contributo dell’Agenzia Svedese per la Cooperazione Internazionale.

Nella sua essenza è diretto alle priorità strategiche dello sviluppo autonomo territoriale con particolare attenzione alle donne ed ai giovani e copre le province di Pinar del Río, Villa Clara, Holguín e Granma.

La guida prevista si basa sulla concezione dei modelli che le imprese devono avere ed ha due sbocchi fondamentali, ha rimarcato Torralba.

Uno finalizzato alla formazione di funzionari istituzionali e governativi che interagiscano con gli imprenditori, ed un altro rivolto agli stessi imprenditori che necessitano di questi strumenti per stabilire le loro attività, ha aggiunto.

L’importante è colmare il gap e formare le persone perché questo si tradurrà in un maggior sviluppo ed in imprese più sostenibili, un modo di evitare la tendenza delle piccole e medie imprese a chiudere troppo presto, fenomeno che ha la stessa incidenza a livello internazionale.

A Cuba, per la maggior parte, le piccole e medie imprese nascono spontaneamente, senza una leadership cosciente, poiché le persone osservano un certo bisogno nel mercato e ne approfittano, questo deve essere reindirizzato, ha avvertito l’esperto.

Sono grandi sfide che richiedono l’articolazione di tutti gli attori, ha concluso.

 

Teyuné Diaz Diaz, giornalista di Prensa Latina

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