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Castillo, vittima del fascismo e del classismo in Perù, accusa López Obrador

Città del Messico, 28 mar (Prensa Latina) Il presidente costituzionale del Perù, Pedro Castillo, allontanato con la forza ed imprigionato ingiustamente, è vittima del fascismo, del razzismo e del classismo in Perù, ha accusato oggi il presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador.

 

In chiusura della conferenza stampa mattutina di martedì, ha così risposto ad una domanda sul suo incontro di ieri con l’avvocato argentino Guido Croxatto, parte del team legale del presidente deposto.

Ha chiarito che non stava generalizzando ma che si riferiva ai golpisti, che credono di possedere il paese ed il diritto – con il sostegno straniero – di saccheggiare le risorse naturali del Perù a proprio piacimento.

Quello che sta succedendo lì con Castillo, ha detto, è il razzismo contro un contadino, un insegnante, un indigeno che è diventato presidente perché il popolo lo ha eletto liberamente e democraticamente, ma a loro non importa.

“Hanno cominciato a tormentarlo e vogliono distruggerlo e con lui la democrazia, ed il complice silenzio dei cosiddetti governi democratici e liberi e dei media, che gridano come pazzi quando si tratta di attaccare un governo popolare e tacciono come le mummie quando sono gli interessi ecologici, economici e politici quelli che credono che siano in pericolo, tutto molto deplorevole”, ha detto.

López Obrador ha aggiunto che alla fine la giustizia trionferà sul potere imposto ed ha sottolineato di non avere dubbi su questo.

L’avvocato Croxatto ha incontrato ieri il presidente messicano, per il ruolo che ha assunto di fronte all’allontanamento illegale ed alla detenzione arbitraria del suo assistito, ha detto alla stampa locale.

 

Ig/lma

 
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