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Gianni Minà e Cuba, una storia d’amore senza confini

L'Avana, 28 mar (Prensa Latina) Cuba, terra di utopia per Gianni Minà, rievoca l'eredità del grande scrittore italiano che per decenni ha avuto stretti rapporti con l'isola, fino a quando è scomparso ieri, all'età di 84 anni.

 

La maggiore delle Antille “è un esempio per il mondo, per me rappresenta la realizzazione di un’utopia, anche sotto un bloqueo che dura da più di 50 anni”, ha detto in un’occasione il giornalista e conduttore televisivo; e la notizia della sua la morte ha scioccato il paese caraibico.

Lo ha dimostrato il presidente cubano, Miguel Díaz-Canel, che ha espresso le sue condoglianze dal suo profilo sul social network Twitter, e lo ha descritto come un notevole intellettuale e caro amico.

“Le sue indimenticabili interviste a Fidel Castro e la sua lotta per la giustizia, gli hanno fatto guadagnare la nostra ammirazione ed il nostro affetto. Le nostre condoglianze alla famiglia ed agli amici”, ha aggiunto il capo dello stato su quella piattaforma.

E proprio da quella memorabile intervista di 16 ore al leader storico della Rivoluzione cubana (1987), che ha dato il via al documentario Fidel racconta il Che, e che ha ispirato un libro pubblicato in varie lingue nel mondo, è nato uno dei legami più forti tra Minà e Cuba.

Con oltre 60 documentari nel suo curriculum, l’intellettuale italiano ha iniziato il suo viaggio nel mondo dei media come giornalista sportivo nel 1959 a Tuttosport, e da allora ha aggiunto al suo repertorio collaborazioni con vari programmi, copertura di sette Olimpiadi ed otto Mondiali ed allori importanti.

 

Ig/lbl

 
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