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Ancora irrisolta la decolonizzazione del Sahara occidentale, denunciano all’Onu

Nazioni Unite, 21 giu (Prensa Latina) Il rappresentante del Fronte Polisario presso le Nazioni Unite, Sidi M. Omar, ha smentito le affermazioni secondo cui la decolonizzazione del Sahara Occidentale sarebbe stata risolta con gli Accordi di Madrid.

In una lettera indirizzata alla presidenza del Consiglio di Sicurezza, il funzionario ha definito false le dichiarazioni del rappresentante dello stato occupante del Marocco, che ha affermato che la questione è stata “irreversibilmente chiusa” dal ritorno del territorio alla “patria” nel 1975, dopo gli accordi stipulati tra Marocco, Mauritania e Spagna.
I suddetti accordi, -con i quali le potenze hanno negato il diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi-, sono nulli, e non hanno trasferito la sovranità sul Sahara occidentale a terzi, né suggellato la sua decolonizzazione, ha sentenziato Omar.
Invece, ha osservato, viola un principio imperativo del diritto internazionale generale, vale a dire il diritto dei popoli colonizzati all’autodeterminazione, tra le altre questioni.
L’Accordo contravveniva anche il parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia, emesso il 16 ottobre 1975, che stabiliva inequivocabilmente che “i materiali e le informazioni presentati a tale organismo non stabiliscono nessun legame di sovranità territoriale tra il territorio del Sahara occidentale ed il Regno del Marocco o l’entità della Mauritania”, ha ricordato.
Ha inoltre menzionato che il parere legale emesso dall’Assistente del Segretario Generale per gli Affari Legali delle Nazioni Unite il 29 gennaio 2002, ha stabilito che l’accordo di Madrid non ha trasferito la sovranità sul territorio, né ha concesso a nessuno dei firmatari lo status di amministratore del potere, uno status che Spagna non avrebbe potuto trasferire unilateralmente.
“Il Sahara Occidentale è un Territorio Non Autonomo che deve essere decolonizzato sulla base dell’esercizio da parte del popolo saharawi del suo diritto inalienabile, non negoziabile ed imprescrittibile all’autodeterminazione ed all’indipendenza”, ha affermato l’anche coordinatore della Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (Minurso). In conformità con i principi della Carta delle Nazioni Unite e le relative risoluzioni dell’Assemblea Generale, il diritto del popolo del Sahara occidentale all’autodeterminazione ed all’indipendenza è inalienabile, non negoziabile e imprescrittibile, ha concluso.
Omar ha anche negato le accuse del rappresentante dello stato occupante del Marocco secondo cui il Fronte Polisario si impegna nel “reclutamento militare di bambini” e nella “deviazione dell’assistenza umanitaria”.
Diverse agenzie delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e agenzie internazionali operano da decenni nei campi profughi Saharawi e nessuna di loro ha mai avallato tali affermazioni, ha sentenziato.
Ha inoltre ribadito che “il popolo del Sahara occidentale non rinuncerà mai al suo inalienabile diritto all’autodeterminazione ed all’indipendenza e che la sua marcia verso la libertà è inarrestabile”.

Ig/ifs

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