martedì 28 Maggio 2024
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Gli Stati Uniti, con la coscienza sporca, pretendono dettare legge sui diritti umani

Un vecchio detto dice che “chi ha tegole di vetro, non tiri sassi al vicino”, come fa ogni anno il governo degli Stati Uniti con il suo rapporto sulle violazioni dei diritti umani nel mondo.

Il rapporto unilaterale, diffuso dal Dipartimento di Stato, ha provocato le più ampie reazioni a livello internazionale, perché per molti non è possibile per un paese cerchi di imporsi come giudice globale con così tanti problemi al suo interno.
Nel frattempo, i critici interni parlano di “mancanza di progressi” su diverse questioni come la prevalenza dei crimini d’odio, la violenza armata e l’uso eccessivo della forza da parte delle forze dell’ordine, tra gli altri argomenti.
Un capitolo meritano anche le donne, i cui diritti riproduttivi sono attualmente violati in diverse parti del territorio statunitense.
La Corte Suprema ha riportato questa nazione indietro di almeno mezzo secolo, quando nel giugno del 2022 ha ribaltato la storica causa Roe v. Wade che ha fornito protezione legale all’aborto.
In una ventina di stati – la maggior parte con legislature repubblicane – si è tentato di promuovere misure restrittive dell’aborto, come in Texas, dove Kate Cox, una donna di 31 anni, ha dovuto viaggiare per interrompere una gravidanza che metteva in pericolo la sua vita.
Anche la situazione degli immigrati ha suscitato le critiche più diverse. Ad esempio, parliamo delle famiglie separate alla frontiera, a causa delle misure adottate all’epoca dall’amministrazione Donald Trump (2017-2021).
Un video diffuso nel 2021 dalla BBC Mundo descriveva le terribili condizioni di sovraffollamento dei bambini nei centri di detenzione. “Avevamo molto freddo e ci hanno dato cose fredde da mangiare. Cinque ragazze dormivano su un materasso ed altre direttamente sul pavimento”, ha detto una delle testimoni.
I fatti documentati sono innumerevoli, oltre alle centinaia di persone che dopo decenni di prigionia riconquistano la libertà quando vengono dimostrati errori nel sistema che amministra la giustizia od a coloro che languiscono nel braccio della morte come Rocky Myers, un afroamericano con disabilità intellettiva.
Restano nella memoria collettiva le grida di aiuto di George Floyd “Non riesco a respirare”, quando un agente di polizia bianco – in un eccesso fatale – lo premette fino al soffocamento con un ginocchio contro il collo.
Per quanto riguarda l’accesso all’assistenza sanitaria, un articolo apparso sul New York Times nel giugno del 2023 ha evidenziato che il sistema sanitario statunitense è avariato.
“La riforma sanitaria non sembra essere una priorità politica negli Stati Uniti in questo momento. Ed è un errore. Il sistema sanitario statunitense è a pezzi. “Siamo uno dei pochi paesi sviluppati a non avere una copertura universale”, afferma il materiale giornalistico.
Resta una macchia anche la prigione che mantiene in una parte del territorio cubano, occupato illegalmente, a Guantanamo. La tortura dei prigionieri e le condizioni esposte qualificano il luogo come un “buco nero” per quanto riguarda i diritti umani.
Quest’anno, il Rapporto 2023 degli Stati Uniti sulle pratiche dei diritti umani, secondo il contenuto rivelato questo lunedì, ha interferito negli affari di 200 paesi e territori, tra cui Russia, Bielorussia, Cuba, Nicaragua, Venezuela ed altre nazioni.
Nella sua risposta, il ministro delle Relazioni Internazionali cubano, Bruno Rodríguez, ha espresso che “il Segretario di Stato degli Stati Uniti non si preoccupa dei Diritti Umani né di quelli del popolo cubano, che viola con misure di soffocamento e di bloqueo estremo, né di quelli del popolo palestinese massacrato”.
In un messaggio su Twitter, Rodríguez ha sottolineato che gli Stati Uniti “sono preoccupati per i diritti dei produttori di armi e per i loro obiettivi di dominio e saccheggio”.

Deisy Francis Mexidor, corrispondente di Prensa Latina negli USA

 

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