“E non dimentichiamo che stanno persino cercando di conquistare la nostra memoria collettiva”, ha detto il famoso intellettuale.
Avvertendo che “vogliono ripulire l’immagine di Franco, Hitler, Mussolini e di coloro che hanno commesso il genocidio dei popoli indigeni”, l’ex Ministro della Cultura cubano ha sostenuto che “la battaglia è per il presente e per il futuro, e anche per la nostra memoria”.
“Questo momento mi ricorda una frase di Ivan Karamazov, il personaggio del romanzo di Fëdor Dostoevskij, che dice: se Dio non esiste, tutto è permesso. E poiché per Donald Trump l’unico Dio che esiste è lui stesso, tutto gli è permesso”, ha denunciato.
“Sono i capricci di un personaggio grottesco e brutale”, ha aggiunto, “che ci hanno messo di fronte a un mondo senza regole. Ha rovesciato la scacchiera. Non ci sono più regole”.
Riguardo all’ordine esecutivo firmato dal repubblicano il 29 gennaio, che stabilisce una procedura per l’applicazione di tasse doganali alle nazioni che forniscono petrolio greggio a Cuba, l’intellettuale ha affermato che “siamo di fronte a un brutale golpe di stato coloniale, che vuole provocare un cambio di regime”.
A suo avviso, Cuba possiede una forza culturale molto vigorosa ed un fortissimo senso di identità nazionale, è anticapitalista ed antimperialista.
“Il significato di questo momento è che ci troviamo di fronte al vecchio dilemma: o colonia o sovranità, o colonia o indipendenza. E per noi, indipendenza è sinonimo di socialismo. Se perdiamo il socialismo, perdiamo la nazione”, ha concluso.
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