venerdì 13 Febbraio 2026
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Importanti personalità statunitensi esigono a Trump di interrompere l’aggressione contro Cuba

Alcune importanti personalità statunitensi hanno firmato una lettera aperta esigendo al presidente Donald Trump di interrompere l'aggressione contro Cuba, avvertendo che tentare di sottomettere un popolo attraverso la fame è una forma di terrorismo.

Hanno firmato la lettera gli attori Mark Ruffalo, Kal Penn e Susan Sarandon, la scrittrice Alice Walker e 22 membri del Consiglio Comunale di New York e sono tra il gruppo di artisti, funzionari eletti, personaggi pubblici ed organizzazioni che condannano l’operato di Trump.
“La carestia e la sofferenza umana a Cuba sono l’obiettivo dell’ultimo ordine esecutivo di ‘emergenza’ di Trump, che impedisce a Cuba, una nazione insulare, di importare petrolio o qualsiasi fonte energetica necessaria alla sua sopravvivenza”, si legge nella lettera, intitolata “Un appello alla coscienza”.
Secondo la dichiarazione, pubblicata sull’account Twitter del People’s Forum, “questo è uno stratagemma cinico e rozzo per distrarre l’opinione pubblica dai problemi interni, che stanno generando un massiccio dissenso pubblico e, come abbiamo visto con Venezuela, è il precursore di un attacco militare illegale”.
La dichiarazione afferma: “Noi, insieme a milioni di persone negli Stati Uniti e in tutto il mondo, respingiamo questo atto disumano contro il popolo cubano”.
“Questa non è una politica di sicurezza nazionale; è un deliberato atto di guerra economica volto a strangolare un’intera popolazione”, sottolinea.
La dichiarazione ricorda che il presidente Barack Obama (2009-2017) aveva avviato un significativo sforzo per normalizzare le relazioni tra Stati Uniti e Cuba.
“Entrambi i paesi avevano riaperto le loro ambasciate dopo 50 anni di chiusura. Negli Stati Uniti, a Cuba ed in tutto l’emisfero occidentale, la gente ha accolto questo come la fine delle anacronistiche politiche della Guerra Fredda che avevano dominato le relazioni”, ha aggiunto.
Ma Trump, ha affermato, ha invertito la rotta tracciata dall’amministrazione Obama. Il suo ordine esecutivo del 29 gennaio definisce Cuba una “minaccia insolita e straordinaria” per gli Stati Uniti.
Ciò è ovviamente falso, ma fornisce un pretesto per imporre severe sanzioni economiche a qualsiasi paese che tenti di rifornire di petrolio o commerciare con Cuba, ha sottolineato “Un appello alla coscienza”.
Il messaggio avverte che “le conseguenze del nuovo Ordine Esecutivo si misureranno in termini di sofferenza umana: le famiglie rimarranno senza elettricità, refrigerazione o cucina; gli ospedali dovranno affrontare decisioni impossibili, con il rischio di chiudere i reparti e sospendere trattamenti critici”.
Inoltre, “la distribuzione di cibo e medicine sarà paralizzata, mentre i più vulnerabili – bambini, anziani e malati – subiranno le conseguenze di questa crudeltà”.
Questa politica è inaccettabile. Cuba non rappresenta una minaccia per gli Stati Uniti. Sottomettere una popolazione attraverso la fame non è diplomazia; è una forma di terrorismo, ha osservato la dichiarazione.
Invitiamo tutte le persone di coscienza a respingere questa crudeltà ed a chiedere la fine immediata del bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dalle successive amministrazioni statunitensi contro l’isola, ha aggiunto la pubblicazione.
“Noi, il popolo statunitense, vogliamo avere relazioni normali con Cuba, trattarla con uguaglianza e rispetto e, soprattutto, considerare Cuba ed il popolo cubano come nostri vicini e non come nostri nemici”, ha sottolineato la dichiarazione, concludendo con “Lasciate vivere Cuba! Cuba non è una minaccia!”.

Deisy Francis Mexidor, corrispondente negli Usa di Prensa Latina

 

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