Il presidente della nazione caraibica, Miguel Díaz-Canel, ha affermato che Fidel appartiene non solo a Cuba, ma a tutti i rivoluzionari che ammirano e condividono i suoi ideali; “appartiene a tutta l’umanità”.
Ha riflettuto sul fatto che celebrare il suo centenario significa continuare a sconfiggere il nemico che ha tentato di assassinarlo più di 600 volte, riuscendo solo ad accrescere la sua statura.
Ha esortato a proseguire la lotta senza sottomettersi all’impero e senza cedere al bloqueo criminale imposto dagli Stati Uniti.
Fidel, ha affermato, vive in ogni medico che salva una vita, negli insegnanti che non abbandonano mai le loro aule, in ogni lavoratore che non lascia mai il proprio posto, in ogni combattente disposto a dare la vita per la patria e il socialismo.
Dal Teatro Carlos Marx de L’Avana, il capo dello Stato ha ringraziato gli oltre 1.500 partecipanti al Primo Colloquio Internazionale “Fidel: Eredità e Futuro” per aver amplificato la figura dello storico leader attraverso i loro contributi, e li ha esortati a condividere i documenti presentati nei rispettivi paesi e province.
Díaz-Canel ha descritto questo evento come una sfida superata nel contesto del brutale blocco energetico di Washington e di un complesso scenario internazionale segnato dal ritorno delle tattiche maccartiste della Guerra Fredda.
La compagnia teatrale infantile La Colmenita ha entusiasmato il pubblico con uno spettacolo che includeva storia, danza, canto e recitazione, oltre alla partecipazione di leggende dello sport, intellettuali e figure di spicco della cultura, della scienza e della difesa cubana.
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