Secondo l’agenzia, l’emiro ha rilasciato queste dichiarazioni durante il suo discorso di apertura dell’81° sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York.
Riferendosi a Gaza, Tamim bin Hamad Al Thani ha affermato che “è impossibile parlare di un giusto ordine internazionale finché Palestina rimane un punto cieco; quello che sta succedendo a Gaza è un vero e proprio genocidio ed una macchia sulla coscienza di tutta l’umanità”.
“Le generazioni future rimarranno sbalordite dall’enorme divario tra la catastrofe e il livello della risposta internazionale per fermarla. E la catastrofe continua” ha aggiunto.
L’emiro ha affermato che i leader israeliani hanno iniziato a dichiarare apertamente che la soluzione per porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza sarebbe lo spostamento della popolazione, che, ha osservato, chiamano “migrazione”.
Ha inoltre messo in discussione le accuse di antisemitismo e le teorie del complotto utilizzate, a suo dire, per rispondere alla crescente condanna internazionale delle azioni di Israele.
Tamim bin Hamad Al Thani ha dichiarato che esistono prove audiovisive di soldati israeliani che si vantano delle loro azioni ed ha denunciato la diffusione internazionale di immagini di crimini commessi a Gaza.
L’emiro ha anche sottolineato gli sforzi del Qatar come mediatore fin dall’inizio del conflitto per fermare lo spargimento di sangue, alleviare le sofferenze della popolazione civile e per agevolare il rilascio dei prigionieri e dei detenuti, al fine di raggiungere e consolidare un cessate il fuoco.
A questo proposito, ha esortato Israele a rispettare pienamente e incondizionatamente i propri obblighi, tra cui la cessazione definitiva delle operazioni, il ritiro dalla Striscia di Gaza, la revoca del blocco e l’ingresso incondizionato degli aiuti umanitari.
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