“Recentemente, sono stati resi pubblici ai media documenti relativi al movimento del 1968 ed all’ingerenza di una delle agenzie governative in Messico, documenti provenienti dalla stessa agenzia”, ha dichiarato la capa del potere esecutivo dal Palazzo Nazionale.
La presidentessa ha ribadito che molte delle azioni intraprese da Washington sono di natura interventista.
Nella sua consueta conferenza stampa, la presidentessa ha definito molto interessante la pagina del libro “Pueblo” in cui l’ex presidente Andrés Manuel López Obrador (2018-2024) parla della cattura del narcotrafficante Ismael “El Mayo” Zambada.
Zambada fu estradato negli Stati Uniti nel luglio del 2014 (senza la partecipazione del governo messicano) e, dopo l’arresto, dichiarò che Joaquín Guzmán (figlio di El Chapo) lo aveva portato lì su un aereo privato, con un pretesto.
L’operazione contro Zambada (cofondatore del cartello di Sinaloa) ha generato scontri tra fazioni dell’organizzazione criminale ed un aumento della violenza nello stato, che, secondo i dati ufficiali, ha rappresentato il 7,5% del totale nazionale degli omicidi intenzionali dall’inizio del 2026.
“L’interpretazione dell’ex presidente López Obrador è molto interessante; vale la pena leggerla”. “Ma devo anche mantenere un buon rapporto con Washington, e quando so che ci sono interferenze, lo dico senza esitazione”, ha concluso Sheinbaum.
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