In un’intervista rilasciata a Prensa Latina a Roma, il presidente dell’organizzazione non governativa mediCuba-Europa ha definito la politica di Washington nei confronti dell’isola un “tentativo di genocidio”, sostenendo che le restrizioni economiche ed energetiche aggravano le difficoltà della popolazione e mettono a repentaglio i servizi essenziali.
“Questa è la definizione di genocidio: quando si cerca di uccidere attraverso la fame, le malattie o qualsiasi altro mezzo”, ha affermato. “È una questione d’amore per una nazione, per un popolo”, ha spiegato il rinomato specialista, che ha ricoperto la carica di presidente dell’Unione Internazionale per il Controllo del Cancro e del Comitato Scientifico della Scuola Europea di Oncologia.
Cavalli, con cinquant’anni di esperienza in oncologia, ha ricordato di conoscere e collaborare con il sistema sanitario cubano dal 1986, che, ha affermato, ha raggiunto risultati eccezionali in indicatori come la mortalità infantile e l’aspettativa di vita, ponendo particolare enfasi sulla medicina di famiglia.
Lo specialista ha sostenuto che l’intensificarsi delle restrizioni, incluso quello che ha definito un blocco energetico, ha esacerbato le difficoltà affrontate dalle strutture sanitarie cubane.
Ha dichiarato che, durante le visite effettuate negli ultimi mesi negli ospedali de L’Avana e di Matanzas, ha riscontrato gravi problemi, che ha attribuito alla mancanza di elettricità e di risorse.
Cavalli ha collegato queste condizioni al deterioramento della situazione economica delle famiglie ed alle possibili ripercussioni sulla salute materno-infantile.
“Prima il blocco era un atto criminale; ora è più che criminale, è un tentativo di genocidio”, ha dichiarato l’oncologo, sostenendo che le restrizioni potrebbero sottoporre la popolazione a privazioni che potrebbero compromettere la sicurezza alimentare e l’accesso alle cure mediche.
Lo specialista ha anche messo in guardia sugli ostacoli che, come ha spiegato, si trovano ad affrontare gli aiuti medici europei destinati a Cuba, nonostante l’aumento dei contributi ricevuti da mediCuba-Europa dall’inizio dell’anno.
Ha affermato che l’organizzazione dispone attualmente di maggiori risorse donate da cittadini europei, ma sta incontrando difficoltà nel trasportare le forniture sull’isola a causa di restrizioni ai trasporti, problemi con il trasferimento dei container a Cuba e una ridotta disponibilità di voli commerciali.
Secondo Cavalli, alcune spedizioni rimangono bloccate nella Repubblica Dominicana, in Messico ed in Giamaica, mentre i farmaci destinati a Cuba sono bloccati in diversi punti dell’America Latina.
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