“Nel discorso pubblico, il bloqueo statunitense contro Cuba non trova quasi nessuno a difenderlo, un riflesso chiaro della mancanza di argomentazioni a sostegno di una politica aggressiva volta a danneggiare il nostro popolo e ripudiata dalla stragrande maggioranza della comunità internazionale”, ha scritto il capo della diplomazia cubana.
Rodríguez ha specificato che questi risultati provengono da un’analisi condotta dall’Osservatorio dei Media di Cubadebate, che ha esaminato un campione considerevole di post in spagnolo ed inglese, nonché altri account di riferimento.
Secondo il rapporto, lo studio ha analizzato le conversazioni digitali internazionali tra il 20 settembre ed il 19 ottobre 2026.
Il campione comprendeva 57.299 post e 1.818 messaggi provenienti da 280 account di riferimento di testate giornalistiche, istituzioni e giornalisti in America Latina, Stati Uniti, Europa e Asia.
I dati dimostrano che 41.334 post (il 72,1%) denunciano il bloqueo o ribadiscono la posizione cubana; il 23% riporta i fatti senza prendere posizione; e il 4,3% (2.480 post) si oppone alla posizione dell’isola.
All’interno di quest’ultimo gruppo, solo 99 post difendono apertamente le misure di Washington.
La denuncia ha ricevuto 16,7 volte più pubblicazioni rispetto alla narrazione opposta, con 18.963 autori diversi contro 1.197 e una presenza in 173 paesi contro 66.
La pubblicazione di questi dati arriva pochi giorni prima che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite discuta, il 27 e 28 ottobre, la bozza di risoluzione “Necessità di porre fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba”.
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