Partecipando questo venerdì a una riunione della Rete dei Giuristi Venezuelani, l’alto diplomatico ha definito estremamente grave l’operazione militare statunitense, che ha
causato la morte di 47 membri delle Forze Armate Nazionali Bolivariane, 32 combattenti cubani e numerosi civili.
Gil ha sottolineato che le norme del Diritto Internazionale sono state palesemente violate nelle prime ore del 3 gennaio e che questo evento senza precedenti nella storia contemporanea ha rappresentato un “colpo mortale” per il sistema delle Nazioni Unite.
L’alto diplomatico ha sottolineato che l’ONU è ora sotto esame perché i pilastri su cui si fonda sono stati sistematicamente e palesemente violati sia prima che durante l’operazione, cosa di cui, ha ribadito, “non c’è più alcun dubbio di fronte al mondo”.
Riferendosi al sequestro di Maduro, ha sostenuto che non vi è alcuna giustificazione giuridica ed ha citato l’immunità personale dei capi di stato come principio fondamentale del diritto internazionale, governato dalla volontà sovrana del loro popolo e non dal riconoscimento di altri governi.
A questo proposito, ha affermato che la violazione di questo principio apre le porte a uno scenario di anarchia internazionale, in cui prevale la legge del più forte, che, a suo avviso, avrà conseguenze impreviste per la stabilità e la sicurezza globali.
Ha sottolineato che l’aggressione militare contro Venezuela non solo rappresenta un problema per il paese, ma rappresenta una minaccia diretta all’ordine mondiale instaurato dopo la Seconda Guerra Mondiale, basato sull’uguaglianza sovrana degli stati e sulla risoluzione pacifica dei conflitti.
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