“Cuba non rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, ha affermato l’ex leader ecumenico nella sua valutazione dell’ordine esecutivo anti-cubano firmato il 29 gennaio dal presidente Donald Trump.
Winkler ha avvertito che la situazione attuale ostacola notevolmente le normali relazioni tra le chiese statunitensi e cubane ed ha auspicato un riavvicinamento tra i due paesi.
“Visite e contatti regolari rafforzano i legami ed offrono opportunità di preghiera e culto”, ha aggiunto l’ex segretario del Consiglio Nazionale delle Chiese di Cristo.
Il reverendo ha insistito sul fatto che “la politica del governo degli Stati Uniti limita la libertà religiosa delle nostre chiese” ed ha sottolineato di essere “profondamente deluso dal fatto che il presidente Biden abbia infranto la promessa elettorale di ripristinare le relazioni con Cuba. In sostanza, ha continuato la politica di Trump, non quella di Obama”.
Winkler ha sottolineato che le principali chiese protestanti, afroamericane e pacifiste, così come le principali organizzazioni ecumeniche ed il popolo statunitense, sostengono la normalizzazione delle relazioni tra Stati Uniti e Cuba. “Ciò è stato impedito da elementi risentiti ed amareggiati della nostra nazione”, ha sottolineato.
“Stiamo rapidamente esaurendo il tempo a disposizione della diplomazia per funzionare”, ha avvertito il leader religioso, aggiungendo: “Sono profondamente preoccupato che gli Stati Uniti possano invadere illegalmente un’altra nazione”.
Deisy Francis Mexidor, corrispondente di Prensa Latina negli Usa





