Secondo il capo dello Stato, è nei Comitati per la Difesa della Rivoluzione (CDR) che “le trasformazioni più strettamente legate alle richieste del popolo diventano realtà”.
“I CDR continuano a essere il collegamento tra la politica nazionale e la vita quotidiana. Non si tratta di inventare strutture, ma di articolare e valorizzare al massimo ciò che già esiste”, ha scritto Díaz-Canel su Twitter.
Nello stesso messaggio, ha insistito sulla necessità che l’organizzazione si mobiliti, si organizzi e porti avanti i suoi compiti storici, tra cui la vigilanza, che “non va abbandonata, ma ampliata per risparmiare energia, proteggere i più vulnerabili e prevenire criminalità, droga e corruzione”.
Il presidente ha aggiunto che i giovani garantiscono la continuità del lavoro dei CDR.
“Senza la partecipazione dei giovani alle sue attività, i CDR si svuotano di significato generazionale. È essenziale garantire il futuro dell’organizzazione e il suo legame con il popolo”, ha affermato.
Infine, ha esortato tutti a celebrare il 66° anniversario dell’organizzazione con compiti concreti, misurabili e monitorabili, ribadendo che Cuba ha bisogno di un Comitato per la Difesa della Rivoluzione (CDR) utile, ben organizzato, giovane, vigile e trasformativo.
I CDR furono fondati il 28 settembre 1960 dal leader storico della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, con l’obiettivo di organizzare la vigilanza collettiva nei quartieri e difendere la Rivoluzione dalle azioni e dalle minacce controrivoluzionarie.
Nel corso degli anni, l’organizzazione ha ampliato le proprie funzioni includendo attività a beneficio della comunità, donazioni di sangue, campagne di salute pubblica, produzione alimentare e sostegno sociale.
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