Secondo l’istituzione, Hani Salaymeh ha iniziato a svuotare la sua casa e quella dei suoi genitori, situate nella zona di Wadi Qaddoum a Silwan, come passo preliminare alla demolizione. La casa di Salaymeh, costruita nel 2002, ha una superficie di 100 metri quadrati e ospita lui, sua moglie ed i loro quattro figli. La casa dei suoi genitori occupa 60 metri quadrati.
In un altro caso, Alaa Issam Al-Rajabi ha demolito la propria casa nel quartiere di Al-Ashqariya a Beit Hanina dopo aver ricevuto un ordine dal comune israeliano di Gerusalemme. La casa, costruita nel 2017, ha una superficie di circa 60 metri quadrati. Il proprietario si è sposato circa un anno fa e la famiglia aspetta un figlio, ha dichiarato il Governatorato.
Le autorità israeliane spesso costringono i residenti palestinesi ad effettuare le demolizioni da soli per evitare i costi alti che, secondo fonti palestinesi, il comune addebita quando eseguono i lavori con i propri macchinari.
Le organizzazioni palestinesi per i diritti umani sostengono che le restrizioni sull’ottenimento dei permessi di costruzione a Gerusalemme Orientale spingono alcuni residenti a costruire senza autorizzazione, esponendo le loro case ad ordini di demolizione.
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