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Venezuela vince la disputa sull’oro in corte britannica

Londra, 5 ott (Prensa Latina) La corte d'appello del Regno Unito ha respinto oggi la decisione di un tribunale britannico di concedere al presidente autoproclamato Juan Guaidò il diritto di disporre delle riserve auree venezuelane detenute nella Banca d'Inghilterra.

Secondo il verdetto emesso questo lunedì dai tre giudici della più alta corte, il loro collega del tribunale commerciale di Londra si è sbagliato quando il luglio scorso ha stabilito che Guaidò poteva accedere all’oro, sulla base di una dichiarazione dell’allora cancelliere britannico Jeremy Hunt che lo riconosceva come presidente del Venezuela.

La corte d’appello, che ha ascoltato il caso tra il 22 e il 24 settembre, ha ritenuto che il riconoscimento dell’avversario come presidente legittimo non esclude che il presidente costituzionale, Nicolas Maduro, sia riconosciuto dal Regno Unito come il presidente de facto della nazione sudamericana.

Il verdetto raccomanda quindi alle istanze legali di indagare a fondo se le autorità britanniche riconoscono che Maduro continua ad esercitare tutti i poteri in Venezuela.

Per questo, raccomanda che l’indagine tenga conto dell’esistenza di relazioni diplomatiche tra Londra e Caracas e di altri fattori rilevanti.

“Sono molto lieto che la Corte d’Appello abbia annullato tale decisione e ordinato che questa questione molto importante venga analizzata in modo più approfondito”, ha affermato Sarosh Zaiwalla, avvocato principale presso lo studio che rappresenta la Banca Centrale del Venezuela (BCV) nella controversia sulle riserve d’oro del valore di circa due miliardi di dollari.

Il caso ha raggiunto i tribunali britannici dopo che la Banca d’Inghilterra ha rifiutato di consegnare l’oro alla BCV, che avrebbe dovuto acquistare attrezzature e medicinali contro la COVID-19 per il paese sudamericano.

L’istituto bancario inglese ha indicato quindi di avere una richiesta simile dal consiglio nominato da Guaidò, quindi la decisione è passata nelle mani di un tribunale commerciale di Londra, che il luglio scorso ha stabilito che il cosiddetto “presidente ad interim” del Venezuela aveva l’autorità di ordinare 30 tonnellate di lingotti d’oro.

Secondo il parere dello studio legale Zaiwalla, questi argomenti giuridici, volti a minare l’autorità del consiglio di amministrazione della BCV nominato da Maduro per disporre delle riserve auree nella Banca d’Inghilterra, hanno causato solo un ritardo nella consegna dei fondi al Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, che sarebbe l’agenzia incaricata di acquistare forniture per combattere la COVID-19 in Venezuela.

Ig/nm

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