Il testo del regolamento, promosso dal Ministero dell’Istruzione Nazionale, consente a enti privati o confessioni religiose di organizzare, gestire ed amministrare istituti scolastici pubblici a determinate condizioni.
L’ex Ministro dell’Istruzione, Daniel Rojas, ha dichiarato che la proposta di consentire alle imprese private di gestire le scuole pubbliche con fondi pubblici “è illegale”.
Ha sottolineato sul suo account di Twitter che si sta creando una nuova figura giuridica, non prevista dalla legge, che legittima la corruzione attraverso l’utilizzo delle risorse educative ed allenta il sistema degli appalti.
“Il decreto stabilisce che le aziende saranno ‘collaboratrici’ delle scuole pubbliche. Sembra innocuo. Ma ‘collaborare’ in questo contesto significa: assumore gli insegnanti, decidere cosa insegnare e gestire i fondi. Lo stato si limita a pagare. Questa è collaborazione? No. È cedere la scuola ai privati”, ha affermato.
L’ex senatrice María José Pizarro, dal canto suo, ha avvertito che autorizzare enti privati a gestire le scuole pubbliche per 12 anni e permettere alle chiese di elaborare strategie pedagogiche rappresenta un attacco diretto all’istruzione pubblica, laica e di qualità.
“Esternalizzare l’istruzione pubblica ed imporre visioni religiose nelle nostre classi è contrario alla Costituzione. Da quando l’istruzione è un business o un modo per comprare voti alle elezioni? Si tratta dei bambini e del loro diritto all’istruzione, dei diritti lavorativi degli insegnanti e dello Stato laico”, ha dichiarato sui social media.
Ig/ifs
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