In una lettera inviata a Tajani, Acerbo ha esortato il suo governo a ribadire tale posizione durante la votazione prevista per il 28 ottobre all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in linea con la posizione che Italia ha storicamente mantenuto nei forum internazionali.
“È importante che il nostro paese mantenga questa posizione, coerente con i principi del multilateralismo e del rispetto del diritto internazionale”, ha dichiarato il leader politico in una nota pubblicata venerdì sul sito web della sua organizzazione.
Acerbo ha affermato che il bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto da Washington da oltre sessant’anni costituisce una misura coercitiva che aggrava le difficoltà economiche e sociali dell’isola e colpisce direttamente la sua popolazione.
Nella lettera, il leader comunista ha denunciato l’inasprimento delle misure statunitensi, tra cui il blocco energetico iniziato il 29 gennaio e l’inserimento di Cuba nella lista degli stati sponsor del terrorismo, che, a suo dire, acuiscono gli ostacoli alle transazioni finanziarie internazionali ed all’approvvigionamento di beni essenziali.
Ha avvertito che tali restrizioni hanno ripercussioni in settori fondamentali per la popolazione, come l’assistenza sanitaria, la disponibilità di medicinali e forniture ospedaliere, l’accesso all’elettricità ed al cibo, nonché l’erogazione dei servizi pubblici.
Il Segretario Nazionale del Partito Comunista della Rifondazione ha ribadito che l’autodeterminazione dei popoli, la sovranità nazionale e la non ingerenza negli affari interni degli stati costituiscono principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite, che devono essere applicati senza doppi standard.
Acerbo ha inoltre ricordato la cooperazione internazionale di Cuba in ambito sanitario ed ha menzionato l’assistenza fornita dalle brigate mediche cubane all’Italia durante la pandemia di COVID-19, in particolare nelle città di Crema e Torino, come espressione del legame di solidarietà tra le due nazioni.
Il leader ha infine esortato il governo italiano a ribadire il proprio sostegno alla risoluzione delle Nazioni Unite ed a contribuire alla promozione di relazioni internazionali basate sul dialogo, la cooperazione ed il rispetto reciproco, anziché su politiche che penalizzano un’intera popolazione.
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