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In Israele c’è un’opposizione crescente contro il progetto di esecuzione dei prigionieri palestinesi

Tel Aviv, 21 feb (Prensa Latina) Circa 1.200 accademici, rettori universitari, ex militari, ex giudici e personalità di vari settori della società israeliana hanno criticato un disegno di legge, attualmente all'esame del Parlamento, che consentirebbe l'esecuzione di prigionieri palestinesi condannati per attacchi mortali.

“Noi sottoscritti ci opponiamo fermamente al disegno di legge sulla pena di morte attualmente in discussione alla Knesset (Assemblea Legislativa) ed invitiamo i membri della Knesset a respingerlo”, hanno dichiarato in un comunicato stampa pubblicato dai media nazionali.
La dichiarazione è firmata, tra gli altri, dall’ex Primo Ministro Ehud Olmert e dagli ex Capi di Stato Maggiore dell’Esercito Dan Halutz e Moshe Ya’alon, nonché dai premi Nobel per la Pace Ada Yonath, Aharon Ciechanover, Avram Hershko e Dan Shechtman.
La dichiarazione, firmata anche da quattro ex giudici della Corte Suprema, sottolinea che “il ripristino della pena di morte getterebbe una macchia morale su Israele” e afferma che si tratta di una misura estrema e assoluta, e che la sua giustificazione di base del presunto effetto deterrente per gli assassini non è supportato da ricerche scientifiche.
La petizione sottolineava che la legge, promossa dal Ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir, include disposizioni estreme ed insolite, poiché verrebbe applicata solo contro i palestinesi che uccidono gli israeliani, e non viceversa.
Canale 13 ha recentemente rivelato l’intenzione di istituire un complesso speciale per eseguire le esecuzioni e sviluppare procedure operative in materia.
La legge garantisce la piena immunità civile e penale ai funzionari israeliani coinvolti e vieta qualsiasi commutazione, appello o annullamento della pena una volta emessa una condanna a morte.

Ig/rob

 

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