Nel suo rapporto, l’organismo ha anche denunciato il genocidio perpetrato a Gaza, nonostante il cessate il fuoco concordato nella Striscia, nell’ottobre del 2025.
La Commissione d’Inchiesta Internazionale Indipendente è stata istituita nel 2021 dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite per indagare sulle violazioni commesse nei territori occupati ed il suo rapporto afferma che l’escalation militare maschera una politica volta ad espellere i palestinesi dalle loro terre.
Inoltre, dichiara che Tel Aviv è responsabile di crimini quali persecuzione, tortura, stupro ed altre forme di violenza sessuale.
Ritiene infine che le operazioni militari e i ripetuti attacchi dei coloni costituiscano una politica sistematica di violenza e sfollamento forzato contro la popolazione civile dal territorio palestinese, con l’obiettivo di espandere il controllo israeliano.
“Le uccisioni e i ferimenti deliberati inflitti ai civili, così come la distruzione delle loro case in Cisgiordania, insieme al persistente rifiuto di Israele di assumersi la responsabilità, fanno parte di una strategia più ampia volta a sterminare e sfollare i palestinesi ed a imporre loro condizioni di vita insopportabili”, ha dichiarato il presidente della commissione, Srinivasan Muralidhar.
Gli investigatori hanno avvertito che le autorità israeliane non si limitano a tollerare la violenza dei coloni, ma che il loro comportamento indica l’intenzione di integrare tali atti nelle operazioni militari, nell’ambito di un attacco coordinato contro la popolazione.
Inoltre, hanno avvertito che i bambini sono tra i gruppi più colpiti ed hanno accusato le forze israeliane di ucciderli deliberatamente e di infliggere loro gravi lesioni fisiche e traumi psicologici.
Anche la violenza sessuale, inclusi stupri ed aggressioni alla capacità riproduttiva, fa parte di una strategia volta a soggiogare, destabilizzare e sfollare la popolazione palestinese, hanno concluso.
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