Sul suo account di Twitter, il presidente ha espresso particolare gratitudine per la solidarietà delle 130 nazioni che hanno votato all’Assemblea Generale a favore di una bozza di risoluzione presentata dall’isola, che chiede a Washington di porre fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto da oltre 60 anni.
Díaz-Canel ha ribadito la condanna del bloqueo statunitense, che ha definito genocida ed una forma di punizione collettiva.
Ieri, 130 paesi si sono uniti a Cuba nella richiesta di revoca del bloqueo, 17 hanno votato contro la bozza di risoluzione e 25 si sono astenuti.
Gli interventi durante il dibattito all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sono stati ricchi di denunce dell’impatto umanitario del bloqueo statunitense e del blocco energetico con cui è stato intensificato, nonché di appelli al rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.
“È stato un atto di coraggio e di sovranità, di fronte alle pressioni per impedirlo”, ha scritto Díaz-Canel.
Il presidente cubano e altri leader hanno respinto nei giorni scorsi le pressioni del governo degli Stati Uniti affinché i paesi cambiassero il loro tradizionale voto contrario al bloqueo, una politica condannata ieri all’ONU per la 34° volta, dal 1992.
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