La condanna della nazione sudamericana risponde alle dichiarazioni della Procuratrice Generale degli Stati Uniti, Pamela Bondi, che, a giustificazione del provvedimento, ha accusato Maduro Moros di presunti legami con il narcotraffico e di alleanze con bande criminali, secondo quanto riportato dall’Agenzia di Stampa Venezuelana.
Il Ministro degli Esteri, Iván Gil, ha respinto le accuse, considerandole uno “show mediatico” per nascondere complotti terroristici orchestrati dagli Stati Uniti contro Venezuela e per compiacere i settori estremisti dell’opposizione.
In una risposta ufficiale, il governo nazionale ha sottolineato che le accuse di narcotraffico contro il capo dello stato sono infondate e fanno parte di una campagna diffamatoria promossa dalla Casa Bianca.
A questo proposito, il presidente Nicolás Maduro ha avvertito che si tratta di una “cospirazione fascista” finanziata dagli Stati Uniti per destabilizzare il paese.
“Il regime colombiano di narcotraffico di Uribe, le bande criminali ed i delinquenti riciclati che ancora esistono nel paese, e la cospirazione fascista finanziata dagli Stati Uniti, con una nefasta equazione contro Venezuela sono i colpevoli”, ha concluso.
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