La mostra raccoglie 33 fotografie scattate da fotoreporter che lavorano nei territori palestinesi con l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Profughi Palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA).
Le immagini ritraggono la realtà quotidiana della Striscia di Gaza e le conseguenze del conflitto sulla popolazione civile.
La direttrice dei musei della Casa della Cultura ecuadoriana, Karen Solórzano, ha affermato che gli spazi culturali dovrebbero promuovere il dialogo tra arte e realtà sociale.
“Sarebbe un errore pensare che questa mostra parli solo di Gaza; parla, soprattutto, di noi, della nostra capacità o incapacità di vedere”, ha dichiarato la funzionaria, sottolineando che la memoria è uno strumento per impedire che la violenza venga normalizzata.
L’incaricata d’affari dell’Ambasciata dello Stato di Palestina in Ecuador, Zafaa Mhalwes, ha spiegato che l’iniziativa è frutto della collaborazione tra il Comitato spagnolo dell’UNRWA, la missione diplomatica palestinese e la Casa della Cultura ecuadoriana.
La diplomatica ha osservato che ogni fotografia riflette le storie di persone che affrontano le conseguenze dell’aggressione israeliana e costituisce un appello alla solidarietà ed al rispetto del diritto internazionale.
Ogni immagine è una testimonianza di vite segnate dalla sofferenza, ma anche dalla forza, dalla resistenza e dalla speranza, ha concluso. Da parte sua, il presidente della Casa della Cultura ecuadoriana, Fernando Cerón, ha affermato che la mostra rappresenta un esercizio di memoria e solidarietà con il popolo palestinese e riafferma il ruolo degli spazi culturali come luoghi di dibattito e riflessione.
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