Il bollettino semestrale dell’organizzazione indica che gli omicidi sono diventati la principale causa di morte per bambini ed adolescenti nel paese, una tendenza che, secondo i ricercatori, persiste dal 2024 ed è legata all’aumento della criminalità organizzata.
Il 93,1% degli omicidi si è verificato nelle province costiere, a causa del loro collegamento con le rotte del narcotraffico e della presenza di gruppi della criminalità organizzata, e l’81,6% delle vittime aveva un’età compresa tra i 15 ed i 17 anni.
Inoltre, nel 93,1% dei casi, gli autori hanno utilizzato armi da fuoco.
Il rapporto rivela anche un aumento del reclutamento di adolescenti da parte delle organizzazioni criminali.
Tra gennaio e giugno di quest’anno, 1.697 minori sono stati arrestati o fermati, il 24,2% in più rispetto all’intero 2025, e uno su cinque era in possesso di un’arma al momento dell’arresto.
Allo stesso modo, l’Osservatorio ha segnalato che 273 bambini ed adolescenti risultano ancora dispersi nel 2026, con un aumento del 133% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il ricercatore Francisco Cevallos, membro dell’Osservatorio, ha sostenuto che la risposta al problema deve andare oltre le azioni della polizia ed ha proposto di rafforzare le politiche pubbliche che garantiscono diritti quali l’istruzione, la salute, il gioco e lo sviluppo olistico.
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