In una dichiarazione firmata, tra gli altri, dall’Associazione José Martí dei residenti cubani in Messico, è stata denunciata la violazione del diritto internazionale da parte di Rubio, che sta tentando di impedire ai paesi di esercitare il loro diritto sovrano di votare sul documento, previsto per la fine di ottobre.
“Condanniamo le minacce di sanzioni, le promesse di dazi, le rappresaglie occulte e le pressioni indebite che costituiscono la ‘diplomazia del ricatto’ perpetrata dal Segretario di Stato contro i capi di Stato e di governo di diversi paesi”, hanno dichiarato.
Hanno considerato tali azioni una flagrante violazione del principio di uguaglianza sovrana degli Stati e di non ingerenza negli affari interni di altre nazioni, sancito dal diritto internazionale e dalla stessa Carta delle Nazioni Unite.
Hanno inoltre categoricamente respinto l’utilizzo delle Nazioni Unite per organizzare un evento il 19, su richiesta della missione permanente a Washington, che “cinicamente si chiama ‘Cuba libera: l’oppressione che nasconde L’Avana’”.
Hanno sottolineato che, nella disperazione di Rubio di evitare un’altra sconfitta diplomatica, “attraverso questa farsa, vuole celare la punizione collettiva che sta infliggendo all’intero popolo cubano e rendere complice la comunità internazionale”.
Le organizzazioni hanno ribadito che il bloqueo statunitense, l’inserimento di Cuba nella lista dei paesi che si presume sponsorizzino il terrorismo, il blocco energetico e le continue sanzioni contro entità e individui sull’isola rappresentano, in pratica, “un genocidio senza bombe”.
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