Sereno e circondato da tutto il suo gabinetto, il presidente ha invitato all’unità per evitare che il tentativo di golpe di stato diventi realtà, in un messaggio trasmesso dal canale statale Bolivia TV.
“Chiediamo a tutti di difendere la democrazia, e qui siamo, risoluti, dalla Grande Casa”, ha detto.
Pochi minuti dopo questo messaggio, Zúñiga ha annunciato alla stampa che l’esercito libererà Jeanine Áñez, Luis Fernando Camacho ed altri golpisti del 2019, che ha definito “prigionieri politici”.
Inoltre, con l’uso di una parola sconcia, riferendosi ai testicoli, ha affermato che l’esercito li possiede per recuperare quella che ha chiamato democrazia, a scapito dell’ordine costituzionale odierno, perché, secondo lui, nel paese andino-amazzonico nei 42 anni previ esisteva una vera democrazia.
Questo intervento ha come precedente recente le accuse contro i piani di golpe di stato da parte dell’ambasciata degli Stati Uniti in Bolivia e della dirigente del Comando Sud, Laura Richardson, che riferendosi ripetutamente al litio, all’acqua e all’Amazzonia ha usato la frase “tutto ciò è nostro”.
Jorge Petinaud Martinez, corrispondente di Prensa Latina in Bolivia