L’acqua è uno dei problemi più urgenti della nazione. Ci sono cause oggettive come il bloqueo, la crisi energetica e le reti idriche obsolete; ma prevalgono anche negligenza, indolenza e mancanza di coordinamento, ha affermato il presidente durante il programma radiofonico “Criterio Compartido”.
I primi due, ha osservato, devono essere affrontati con investimenti ed un programma globale in questa complessa situazione, che includa supervisione e partecipazione popolare. Gli ultimi due problemi devono essere affrontati con maggiore rigore nell’applicazione delle norme, nella supervisione e con grande sensibilità.
Dopo aver ascoltato le telefonate dei cittadini che lamentavano di essere rimasti per mesi, se non anni, senza acqua corrente e senza ricevere risposte tempestive, il capo dello stato ha avvertito che, quando un funzionario non risponde, non si tratta di un problema legato al bloqueo, bensì di una responsabilità istituzionale che deve essere fatta rispettare.
Il presidente ha spiegato che la prolungata carenza è dovuta al deterioramento di una rete che non riceve da anni la necessaria manutenzione e che, se a questo si aggiungono il bloqueo, la mancanza di elettricità e le carenze gestionali, ci troviamo di fronte ad un fallimento sistemico della leadership, ma anche della gestione istituzionale.
“Dobbiamo distinguere ciò che dobbiamo affrontare materialmente, con investimenti e istituzioni, dall’aspetto puramente istituzionale, la cui funzione è ascoltare la gente, fornire argomentazioni ed offrire soluzioni”, ha spiegato.
Il presidente ha fatto riferimento ad altre questioni prioritarie per mitigare la situazione ed il malcontento pubblico, come il contrasto ai criminali che deviano le risorse idriche a beneficio di pochi e la garanzia del servizio per ridurre gradualmente la dipendenza dalle autobotti.
Ha inoltre sottolineato l’importanza di monitorare costantemente tutte le preoccupazioni dei cittadini, non solo quelle che ottengono attenzione mediatica attraverso le chiamate al programma.
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