Intervenendo alla sessione ministeriale del 30° Vertice Iberoamericano di Madrid, il ministro delle Relazioni Internazionali cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, ha messo in guardia contro “l’ingerenza negli affari interni degli Stati, con un marcato carattere extraterritoriale, e le intimidazioni, fino al punto di ostacolare la cooperazione e impedire legittime relazioni commerciali tra Stati sovrani”.
Nel corso del suo intervento, ha sottolineato che quest’anno Washington ha intensificato l’assedio contro Cuba, “compresa l’imposizione di un blocco energetico, equivalente a un blocco navale, e di sanzioni secondarie che ostacolano le relazioni economiche e commerciali”.
“Tutte queste misure causano sofferenza al nostro popolo, costituiscono un atto di punizione collettiva, violano il diritto internazionale e sono dannose per il patrimonio della nostra comunità”, ha dichiarato il ministro cubano.
Ha inoltre colto l’occasione per ringraziare i paesi iberoamericani “che hanno votato a favore” della risoluzione che chiedeva la fine del bloqueo contro Cuba, presentata la settimana scorsa all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
È un’espressione tipicamente spagnola, sebbene non di Cervantes, che recita: “Sancho, abbaiano, segno che stiamo arrivando”, usata per descrivere il sostegno schiacciante a Cuba all’ONU.
Il diplomatico ha elogiato il ruolo della Conferenza Iberoamericana nella sua capacità di riunire “i nostri 22 paesi, sulla base della loro cultura condivisa e della ricca diversità, per cooperare nel rispetto e nel beneficio reciproci e per progredire verso il raggiungimento di obiettivi comuni”.
Ha fatto riferimento al contesto globale, che inevitabilmente incide sulla regione iberoamericana, caratterizzato dal rafforzamento dell’unilateralismo da parte della maggiore potenza militare mondiale per l’impossibilità di imporre la pace con la forza, tra le altre questioni.
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