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Cuba riadatta l'economia e scruta oltre la COVID-19

Cuba riadatta la sua economia colpita dalle sequele della COVID-19, quando il paese sta per arrivare al secondo mese di lotta contro la malattia con risultati che sembrano dare ragione alle misure prese.  Il Consiglio dei Ministri, diretto dal presidente, Miguel Diaz-Canel, ed il primo ministro, Manuel Marrero, ha deciso di orientare nuovamente il Piano dell'Economia 2020, in maniera organizzata, per rispondere alle sequele della pandemia. 


Questo è successo ieri, giornata in cui il Ministero di Salute Pubblica ha riportato il minore numero di casi positivi della malattia, 17, ed un accumulato di 1685 infettati, dei quali 954 sono stati dimessi perché guariti. Come ha pubblicato il sito web della Presidenza della Repubblica, si tenta di collocare le basi del recupero economico e della vita nazionale, e perfino del Piano dell'Economia 2021. 

Cuba, con un'economia aperta, è colpita dalla riduzione drastica delle sue fonti di entrata in conseguenza della pandemia. 
Il paese si è visto obbligato a chiudere porti ed aeroporti, hotel ed altre installazioni e servizi generatori di valute, fondamentali per un paese bloccato dalla potenza economica e militare più forte del pianeta. 

Come ha spiegato nella riunione il vice primo ministro, Alejandro Gil Fernandez, risulta imprescindibile proteggere le esportazioni, dare priorità alla produzione nazionale di alimenti, medicine e prodotti di igiene personale, tra le altre urgenze. 
Bisogna anche intensificare le misure di risparmio delle risorse di ogni tipo, non solo energetiche; ed assicurare la vita produttiva e la commercializzazione di risorse basilari. 

Contemporaneamente bisognerà posporre alcune attività economiche, rallentare il ritmo di altre e preparare lo scenario del recupero. In questo contesto Cuba difenderà le sue produzioni di tabacco, rum, carbone vegetale, prodotti biotecnologici ed altri esportabili, e perfino creerà riserve per quando il mercato internazionale si stabilizzi. 
Una premessa risulterà potenziare la produzione agricola e dell'allevamento animale e destinare preferibilmente le risorse materiali e finanziarie a prodotti che arrivano più rapidamente possibile sul tavolo dei cubani. 
Oltre a questo, c'è la strategia di cambiare la matrice ed il pensiero importatore, in un paese che spende circa 2 miliardi di dollari per assicurare la canasta basilare della popolazione. 

Ci saranno alcuni danni per la popolazione, ma la riorganizzazione del piano economico si propone di mantenere la giustizia sociale, l'equità, le opportunità sociali per quelli con entrate più basse e le politiche pubbliche che aiutino i più vulnerabili. 
In tale senso, si è deciso di non aumentare i prezzi e continuare col controllo al riguardo. 
Come in altre congiunture, Cuba scommette inoltre sul risparmio ed ad incrementare l'efficienza nelle attività produttive ed in tutte le sfere della società, che giocano un ruolo importante la pianificazione. 

"In che modo possiamo continuare ad aprire al turismo, come possiamo continuare ad aprire nei voli, da che paesi, con che settori; come continuiamo ad aprire le attività economiche e sociali, in che grandezza, con che concetto", ha detto nella riunione il presidente Díaz-Canel. Inoltre ha esortato a studiare che esperienze accumulate nella battaglia contro la COVID-19 "devono rimanere per sempre" e quali dovremo incorporare ed, altre, eliminare. 

Ha menzionato alcune forme di gestione e proprietà; il ridimensionamento del settore imprenditoriale e del privato; e l'adeguata relazione che deve esserci tra entrambi, di cui, ha osservato, "abbiamo buone esperienze in questi momenti della pandemia". Bisogna essere coraggiosi e dobbiamo fare cose differenti, facendo sempre la stessa cosa non risolviamo nulla, né avanziamo, ha concluso il capo di Stato. 
 
Orlando Oramas Leon, giornalista di Prensa Latina