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Missione internazionale conferma le violazioni dei diritti umani in Colombia

Bogotà, 4 giu (Prensa Latina) La Missione di Solidarietà Internazionale e Diritti Umani, arrivata in Colombia il 25 maggio, ha confermato attraverso un rapporto diffuso oggi l'eccesso di forza pubblica contro le mobilitazioni pacifiche.

Nelle sue conclusioni, il gruppo avverte che lo Stato colombiano deve essere indagato perché, attraverso le sue forze di sicurezza regolari e irregolari, avrebbe fatto sparire, assassinato, torturato, abusato, perseguitato, minacciato e intimidito vasti settori della popolazione.

Indica nel testo che la repressione scatenata ha impedito, limitato e condizionato la partecipazione politica, il diritto di riunione e il diritto di protesta.

Ritiene che debba essere indagato per il dispiegamento sulla popolazione civile e indifesa, pratiche registrate nella logica della guerra, possesso di armi sofisticate e letali e comportamenti brutali e disumani da parte delle sue truppe.

"Lo Stato colombiano deve essere indagato per aver considerato la maggioranza del suo popolo come nemico interno", rappresentato da giovani dei quartieri popolari, studenti, donne, membri della comunità LGTBIQ, contadini, lavoratori, indigeni, afro-discendenti, tra l'altro, dice.

Sottolinea che il popolo colombiano ha il diritto di aprire tutte le istanze giurisdizionali, nazionali e internazionali per ottenere una riparazione integrale, attraverso la verità e la giustizia.

La Missione Internazionale è arrivata in Colombia convocata da varie organizzazioni sociali, piattaforme per i diritti umani, spazi sindacali ed ecclesiastici, tra gli altri, con l'obiettivo di verificare in sito la grave situazione denunciata ed il percorso che ha fatto le ha permesso di verificare l'adesione in massa agli ideali che hanno motivato la protesta.

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