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Nuova giornata di proteste nel centro di Santiago del Cile

Santiago del Cile, 10 gen (Prensa Latina) Ad una settimana dal compiersi tre mesi dall'esplosione sociale in Cile, oggi il centro di questa capitale è stato scenario di un'altra gran concentrazione nella piazza della Dignità e nei suoi paraggi. 

 
Dalle prime ore del pomeriggio un forte spiegamento della polizia ha occupato la rotonda dove si alza il monumento del generale Manuel Baquedano, per ostacolare l'agglomerazione di persone nella spianata. 
 
Tuttavia, al tramonto l'ampio spazio era già occupato da migliaia di persone, la maggioranza di queste sono giovani convocati dalle principali organizzazioni di studenti delle medie ed universitari per esigere l'eliminazione delle prove di selezione universitaria (PSU). 
 
Queste prove sono respinte dalla maggioranza degli studenti che le considerano discriminatorie, poiché per le notevoli differenze esistenti nel sistema educativo del Cile tra l'educazione pubblica e la privata, gli alunni non hanno le stesse condizioni per accedere alle università. 
 
Con bandiere del Cile, del popolo mapuche e perfino dei principali club sportivi del paese, i partecipanti nella concentrazione hanno reclamato, come sempre, la rinuncia del presidente Sebastian Piñera, una nuova Costituzione e miglioramenti sociali per ridurre le profonde disuguaglianze esistenti nel paese. 
 
Come è diventata tradizione in queste manifestazioni, si ascoltavano le note di “El derecho a vivir en paz” dell'iconico cantautore Victor Jara, e “'El baile de los que sobran”, una canzone rock contestataria della decade degli anni 80, il cui testo mantiene piena attualità. 
 
Nella piazza di Baquedano (battezzata come quella della Dignità dall'inizio delle proteste il 18 ottobre scorso) la moltitudine si esprimeva pacificamente, mentre succedevano confronti tra carabinieri e manifestanti della chiamata prima linea nelle zone vicine. 
 
Personale paramedico che medica i feriti nelle proteste insiste in che le forze dei carabinieri usano acqua mischiata con prodotti chimici che possono causare bruciature, fatto che è stato negato dalle autorità nonostante le denunce di entità mediche e di organizzazioni dei diritti umani. 
 
Ig/rc