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Cuba non si piegherà mai davanti alle pressioni dell'impero

L'Avana, 2 gen (Prensa Latina) Cuba non si piegherà mai davanti alle pressioni ed alle minacce dell'impero, confermarono oggi migliaia di cubani che sfilarono per la mitica Piazza, Josè Martì, per celebrare il 58° anniversario del Trionfo della Rivoluzione. 

 
“Stiamo qui vicino al nostro presidente Raul Castro per ratificare il compromesso di difendere le conquiste della Rivoluzione socialista e per rendere un'altra volta tributo al leader storico, Fidel Castro”, affermò a Prensa Latina Patricio Gonzalez, studente del primo anno di medicina. 
 
Davanti alla presenza del capo di Stato, migliaia di uomini e donne della capitale e delle province di Mayabeque ed Artemisa sfilarono per lo scenario dove in varie opportunità l'invincibile Comandante in Capo ha esatto la fine del bloqueo economico, finanziario e commerciale che impongono gli Stati Uniti contro l'isola da più di 50 anni. 
 
Al rispetto, l'operaio qualificato Osmani Agüero affermò che Cuba esigerà l'eliminazione del bloqueo statunitense fino ad ottenerlo, come la devoluzione del territorio illegalmente occupato da militari statunitensi nell'orientale provincia di Guantanamo. 
 
“Benché è da due anni che abbiamo una relazione più cordiale con gli Stati Uniti non vuole dire che smetteremo di chiedere la fine del bloqueo criminale che tanti danni economici ha causato a questo paese”, ha affermato Agüero . 
 
Nella sfilata militare, hanno partecipato studenti della scuola militare Camilo Cienfuegos di questa città, che confermarono la loro disposizione di proteggere la sovranità del paese. 
 
La marcia è incominciata con 128 fantini come omaggio all'esercito “mambì” di eminenti cubani come Antonio Maceo, Josè Martì, Maximo Gomez o Calixto Garcia. 
 
Quindi lo fecero quattro colonne di giovani vestiti come guerriglieri in tributo all'esercito Ribelle che sotto la guida di Fidel conquistò la libertà definitiva del suo popolo il 1° gennaio 1959. 
 
La sfilata di questo lunedì era programmata per il 2 dicembre scorso, ma fu posposta dovuto al decesso di Fidel Castro il 25 novembre. 
 
Ig/rws